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Venerdì, 12 Maggio 2017 18:58

16° festa di gruppo - Mostra 2017

16° FESTA ALPINA DI GRUPPO

Domenica 9 Luglio 2017

    

La fontana ricostruita dal Gruppo Alpini

 

 
 
Domenica, 08 Febbraio 2015 20:33

La nostra solidarieta'

 

LA NOSTRA SOLIDARIETA'

Il Gruppo Alpini Bardineto, dalla data della sua fondazione svolge periodicamente attivita di solidarietà sociale. Tutte le nostre attivita' sono raccolte nel libro Verde dell'ANA. In questa sezione si vuole riporatre le attivita' svolte dal Gruppo durante gli anni.

Anno 2002 Ore lavorative 110 impegnate alla pulizia e ripristino di aree comunali.
Anno 2003

In collaborazione con i Gruppi di Calizzano, Murialdo ed Osiglia, viene organizzata una raccolta fondi da devolvere alla Missione Brasiliana "Casa do Menoz" . Sono stati raccolti euri 1461,00 consegnati a Don Teresio Rinaldi il quale le consegna al responsabile della Missione Padre Renato Chiara.

Devoluti euri 500 al Fondo Tumori e Leucemie di Genova.

Ore lavorative 95 impegnate alla pulizia argini fiumi ed aree di San Nicolò.

Anno 2004

Devoluti euri 200,00 al Gruppo Storico "Il castello dei sedici lati" di Bardineto.

Ore lavorative 87 impegnate alla pulizia e ripristino di aree comunali.

Anno 2005

Devoluti euri 200,00 alla Confraternita "Maria Assunta e San Carlo Borromeo" per restaurare statua di "Maria Assunta".

Devoluti euri 575,00 ricavati dalla vendita dei panettoni di Natale a Don Terisio Rinaldi a sostegno dell'iniziativa "Un panettone per i bimbi del 3° mondo".

Anno 2006

Devoluti euri 1000,00 a Don Teresio Rinaldi per restauro affreschi quattrocenteschi nella Cappella di San Nicolò.

Devoluti euri 590,00 ricavati dalla vendita dei panettoni di Natale a Don Terisio Rinaldi a sostegno dei bambini Brasiliani.

Devoluti euri 1000,00 alla pubblica assistenza Croce Verde di Bardineto.

Anno 2007

Devoluti euri 500,00 alla scuola per l'infanzia di Calizzano.

Devoluti euri 500,00 a Don Teresio Rinaldi a sostegno della Caritas Diocesana di Mondovì.

Ore lavorative 284 impegnate alla realizzazione del progetto "Monumento alpino" del 15 Luglio.

Anno 2008

Devoluti euri 500,00 al comitato "Aiutiamo Sara".

Devoluti euri 200,00 alla associazione per la ricerca sul cancro in memoria di "Aldo Zunino".

Devoluti euri 350,00 raccolti per aiutare i bambini della Missione di Nuova Iguacu.

Ore lavorative 79 devolute in vari interventi a Bardineto.

Anno 2009

Devoluti euri 450,00 a sostegno "Adozioni Brasile".

Devoluti euri 1000,00 a sostegno del comitato "Terremoto Abruzzo".

Ore lavorative 118 devolute in vari interventi a Bardineto.

Anno 2010

Devoluti euri 550,00 a sostegno dei " Bambini Poveri del Bangladesh".

Ore lavorative 115 devolute in vari interventi a Bardineto.

Anno 2011

Devoluti euri 500,00 quale  contributo di " Una casa per Luca".

Devoluti euri 1000,00 quale  contributo per l'acquisto della campana per la Chiesa di san Giovanni Battista.

Devoluti euri 350,00 ricavati dalla vendita dei panettoni di Natale a Don Adriano.

Ore lavorative 132 devolute in vari interventi a Bardineto e vari presidi al  ponte sito in Murialdo per monitoraggio/assistenza dopo la frana avvenuta sulla statale Calizzano-Millesimo.

Anno 2012

Devoluti euri 400,00 ricavati dalla vendita dei panettoni di Natale a Don Adriano.

Ore lavorative 132 devolute in vari interventi a Bardineto 

Anno 2013

Devoluti euri 1000,00 quale  contributo per l'acquisto di materiale impiegato alla costruzione dell'argine di rio Gorra.

Devoluti euri 350,00 ricavati dalla vendita dei panettoni di Natale a Don Adriano.

Ore lavorative 275 devolute in vari interventi a Bardineto.

Anno 2014

Devoluti euri 300,00 quale contributo per l'acquisto di materiale didattico alle scuole elementari e medie di Calizzano.

Devoluti euri 200,00 a sostegno Protezione Civile impegnate nelle ricerche di Nicola Mazza.

Ore lavorative 487 devolute in vari interventi a Bardineto (Manutenzione e taglio erba aree Comunali, ripristino

Bacheche,ricostruzioneprotezione sentieri).

Anno 2015

Devoluti euri 2300,00 quale  contributo per l'acquisto di materiale impiegato alla costruzione fognatura presso Palafungo.

Devoluti euri 300,00 ricavati dalla vendita dei panettoni di Natale a Don Adriano.

Ore lavorative 535 devolute in vari interventi a Bardineto.

Anno 2016

Devoluti euri 2000,00 tramite Coldiretti ad Associazione Regionale Allevatori(Coldireti Abruzzo) a sostegno Allevatori terremotati.

Ore lavorative 405 devolute in vari interventi a Bardineto (ricostruzione fontana Rio Secco, pulizia sentieri comunali, interventi a seguito dell'alluvione del 24 novembre).

Anno 2017  
Anno 2018  
Anno 2019  
Anno 2020  

 

Sabato, 29 Novembre 2014 00:00

Cappello Alpino

IL NOSTRO CAPPELLO 

Di Aldo Rasero 

 

“Sapete cos’è un cappello alpino?” 

È il mio sudore che l’ha bagnato e le lacrime 

Che gli occhi piangevano e tu dicevi: 

“nebbia schifa”. 

Polvere di strade, sole di estati, pioggia e 

Fango di terre balorde gli hanno dato il colore. 

Neve e vento e freddo di notti infinite, pesi di 

Zaini e sacchi, colpi d’armi e impronte di sassi 

Gli han dato la forma. 

Un cappello così hanno messo sulle croci dei 

morti, sepolti nella terra scura, lo hanno 

baciato i moribondi come baciavano le mamme. 

L’han tenuto come una bandiera. 

Lo hanno portato sempre. 

Insegna nel combattimento e guanciale per le notti. 

Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete. 

Amore per il cuore e canzone di dolore. 

Per un alpino il suo cappello è tutto. 

 
Domenica, 09 Novembre 2014 00:00

Inno Nazionale

I  S I M B O L I  D E L L A  R E P U B B L I C A  -  L ' I N N O  N A Z I O N A L E

Fratelli d'Italia

Dobbiamo alla città di Genova Il Canto degli Italiani, meglio conosciuto come Inno di Mameli. Scritto nell'autunno del 1847 dall'allora ventenne studente e patriota Goffredo Mameli, musicato poco dopo a Torino da un altro genovese, Michele Novaro, il Canto degli Italiani nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alla guerra contro l'Austria.
L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso Giuseppe Verdi, nel suo Inno delle Nazionidel 1862, affidò proprio al Canto degli Italiani - e non alla Marcia Reale - il compito di simboleggi are la nostra Patria, ponendolo accanto a God Save the Queen e alla Marsigliese.
Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l'Inno di Mameli divenisse l'inno nazionale della Repubblica Italiana.

mameli  Il poeta
 Goffredo Mameli dei Mannelli nasce a Genova il 5 settembre 1827 (figlio di Adele - o Adelaide - Zoagli, discendente di una delle più insigni famiglie aristocratiche genovesi, e di Giorgio,cagliaritano, comandante di una squadra della flotta del Regno di Sardegna). Studente e poeta precocissimo, di sentimenti liberali e repubblicani, aderisce al mazzinianesimo nel 1847, l'anno in cui partecipa attivamente alle grandi manifestazioni genovesi per le riforme e compone Il Canto degli Italiani. D'ora in poi, la vita del poeta-soldato sarà dedicata interamente alla causa italiana: nel marzo del 1848, a capo di 300 volontari, raggiunge Milano insorta, per poi combattere gli Austriaci sul Mincio col grado di
capitano dei bersaglieri.
Dopo l'armistizio Salasco, torna a Genova, collabora con Garibaldi e, in novembre, raggiunge Roma dove, il 9 febbraio 1849, viene proclamata la Repubblica. Nonostante la febbre, è sempre in prima linea nella difesa della città assediata dai Francesi: il 3 giugno è ferito alla gamba sinistra, che dovrà essere amputata per la sopraggiunta cancrena.
Muore d'infezione il 6 luglio, alle sette e mezza del mattino, a soli ventidue anni. Le sue spoglie riposano nel Mausoleo Ossario del Gianicolo.
il musicista Il musicista
Michele Novaro nacque il 23 ottobre 1818 a Genova, dove studiò composizione e canto. Nel
1847 è a Torino, con un contratto di secondo tenore e maestro dei cori dei Teatri Regio e
Carignano.
Convinto liberale, offrì alla causa dell'indipendenza il suo talento compositivo, musicando decine di canti patriottici e organizzando spettacoli per la raccolta di fondi destinati alle imprese garibaldine.
Di indole modesta, non trasse alcun vantaggio dal suo inno più famoso, neanche dopo l'Unità. Tornato a Genova, fra il 1864 e il 1865 fondò una Scuola Corale Popolare, alla quale avrebbe dedicato tutto il suo impegno.
Morì povero, il 21 ottobre 1885, e lo scorcio della sua vita fu segnato da difficoltà finanziarie e da problemi di salute. Per iniziativa dei suoi ex allievi, gli venne eretto un monumento funebre nel cimitero di Staglieno, dove oggi riposa vicino alla tomba di Mazzini.

come nacque Come nacque l'inno
La testimonianza più nota è quella resa, seppure molti anni più tardi, da Anton Giulio Barrili, patriota e poeta, amico e biografo di Mameli.
Siamo a Torino: "Colà, in una sera di mezzo settembre, in casa di Lorenzo Valerio, fior di patriota e scrittore di buon nome, si faceva musica e politica insieme. Infatti, per mandarle d'accordo, si leggevano al pianoforte parecchi inni sbocciati appunto in quell'anno per ogni terra d'Italia, da quello del Meucci, di Roma, musicato dal Magazzari - Del nuovo anno già l'alba primiera - al recentissimo del piemontese Bertoldi - Coll'azzurra coccarda sul petto - musicata dal Rossi.
In quel mezzo entra nel salotto un nuovo ospite, Ulisse Borzino, l'egregio pittore che tutti i miei genovesi rammentano. Giungeva egli appunto da Genova; e voltosi al Novaro, con un foglietto che aveva cavato di tasca in quel punto: - To' gli disse; te lo manda Goffredo. - Il Novaro apre il foglietto, legge, si commuove. Gli chiedono tutti cos'è; gli fan ressa d'attorno. - Una cosa stupenda! - esclama il maestro; e legge ad alta voce, e solleva ad entusiasmo tutto il suo uditorio. - Io sentii - mi diceva il Maestro nell'aprile del '75, avendogli io chiesto notizie dell'Inno, per una commemorazione che dovevo tenere del Mameli - io sentii dentro di me qualche cosa di straordinario, che non saprei definire adesso, con tutti i ventisette anni trascorsi. So che piansi, che ero agitato, e non potevo star fermo.
Mi posi al cembalo, coi versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo colle dita convulse quel povero strumento, sempre cogli occhi all'inno, mettendo giù frasi melodiche, l'un sull'altra, ma lungi le mille miglia dall'idea che potessero adattarsi a quelle parole. Mi alzai scontento di me; mi trattenni ancora un po' in casa Valerio, ma sempre con quei versi davanti agli occhi della mente. Vidi che non c'era rimedio, presi congedo e corsi a casa. Là, senza neppure levarmi il cappello, mi buttai al pianoforte.
Mi tornò alla memoria il motivo strimpellato in casa Valerio: lo scrissi su d'un foglio di carta, il primo che mi venne alle mani: nella mia agitazione rovesciai la lucerna sul cembalo e, per conseguenza, anche sul povero foglio; fu questo l'originale dell'inno Fratelli d'Italia."

 

 
Il testo dell'Inno nazionale 
Ascolta l'Inno Nazionale  
inno-scipio-min
La cultura di Mameli è classica e forte è il richiamo alla romanità. È di Scipione l'Africano, il vincitore di Zama, l'elmo che indossa l'Italia pronta alla guerra
F-min-b

Una bandiera e una speranza (speme) comuni per l'Italia, nel 1848 ancora divisa in sette Stati
H-min-b
In questa strofa, Mameli ripercorre sette secoli di lotta contro il dominio straniero. Anzitutto,la battaglia di Legnano del 1176, in cui la Lega Lombarda sconfisse Barbarossa. Poi, l'estrema difesa della Repubblica di Firenze, assediata dall'esercito imperiale di Carlo V nel 1530, di cui fu simbolo il capitano Francesco Ferrucci. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della città, egli sconfisse le truppe nemiche a Gavinana; ferito e catturato, viene finito da Fabrizio Maramaldo, un italiano al soldo straniero, al quale rivolge le parole d'infamia divenute celebri "Tu uccidi un uomo morto"
M-min-b
Ogni squilla significa "ogni campana". E la sera del 30 marzo 1282, tutte le campane chiamarono il popolo di Palermo all'insurrezione contro i Francesi di Carlo d'Angiò, i Vespri Siciliani.

Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa. Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.

 

 

Noi siamo da secoli Calpesti, derisi, Perché non siam popolo, Perché siam divisi. Raccolgaci un'unica Bandiera, una speme: Di fonderci insieme Già l'ora suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.

 

 

Uniamoci, amiamoci, l'Unione, e l'amore Rivelano ai Popoli Le vie del Signore; Giuriamo far libero Il suolo natìo: Uniti per Dio Chi vincer ci può? Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.

 

 

Dall'Alpi a Sicilia Dovunque è Legnano, Ogn'uom di Ferruccio Ha il core, ha la mano, I bimbi d'Italia Si chiaman Balilla, Il suon d'ogni squilla I Vespri suonò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò.

 

 

Son giunchi che piegano Le spade vendute: Già l'Aquila d'Austria Le penne ha perdute. Il sangue d'Italia, Il sangue Polacco, Bevé, col cosacco, Ma il cor le bruciò. Stringiamci a coorte Siam pronti alla morte L'Italia chiamò
E-min-b
La Vittoria si offre alla nuova Italia e a Roma, di cui la dea fu schiava per volere divino. La Patria chiama alle armi: la coorte, infatti, era la decima parte della legione romana
G-min-b
Mazziniano e repubblicano, Mameli traduce qui il disegno politico del creatore della Giovine Italia e della Giovine Europa. "Per Dio" è un francesismo, che vale come "attraverso Dio", "da Dio"
L-min-b 1
Sebbene non accertata storicamente, la figura di Balilla rappresenta il simbolo della rivolta popolare di Genova contro la coalizione austro-piemontese. Dopo cinque giorni di lotta, il 10 dicembre 1746 la città è finalmente libera dalle truppe austriache che l'avevano occupata e vessata per diversi mesi
N-min-b
L'Austria era in declino (le spade vendute sono le truppe mercenarie, deboli come giunchi) e Mameli lo sottolinea fortemente: questa strofa, infatti, fu in origine censurata dal governo piemontese. Insieme con la Russia (il cosacco), l'Austria aveva crudelmente smembrato la Polonia. Ma il sangue dei due popoli oppressi si fa veleno, che dilania il cuore della nera aquila d'Asburgo. 
 

 I testi di questa pagina sono tratti da WWW.QUIRINALE.IT

 
 
Venerdì, 07 Novembre 2014 00:00

Trentatre (Valore Alpino)

Trentatre (Valore Alpino) 

Dai fidi tetti del villaggio
i baldi Alpini son partiti;
mostran la forza ed il coraggio
della lor salda gioventù.
Sono dell'Alpe e bei cadetti,
nella robusta giovinezza,
dai loro baldi e forti petti
spira un'indomita fierezza.

Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

Là tra le selve ed i burroni
là tra le nebbie fredde e il gelo,
piantan con forza i lor picconi
ed il cammin sembra più lieve.
Risplenda il sole o scenda l'ora
che reca in ciel l'oscurità,
il bravo Alpin vigila ognora
pronto a lanciare il Chi va là?

Oh, valore alpin
difendi sempre la frontiera!
E là sul confin
Tien sempre alta la bandiera.
Sentinella all'erta 
per il suol nostro italiano,
dove amor sorride
e più benigno irradia il sol.

Ascolta Trentatre  

 
Giovedì, 06 Novembre 2014 00:00

Meteo

 

Meteo locale e previsioni
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Mercoledì, 05 Novembre 2014 00:00

Preghiera dell'Alpino

  • Preghiera dell'Alpino

    Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
    su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza
    ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
    contrade, noi, purificati dal dovere
    pericolosamente compiuto,
    eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
    le nostre mamme, le nostre spose,
    i nostri figli e fratelli lontani, e
    ci aiuti ad essere degni delle glorie
    dei nostri avi.


    Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
    salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
    Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
    tormenta, dall'impeto della valanga,
    fa che il nostro piede posi sicuro
    sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
    oltre i crepacci insidiosi,
    rendi forti le nostre armi contro chiunque
    minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
    la nostra millenaria civiltà cristiana.


    E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
    Tu che hai conosciuto e raccolto
    ogni sofferenza e ogni sacrificio
    di tutti gli Alpini caduti,
    tu che conosci e raccogli ogni anelito
    e ogni speranza
    di tutti gli Alpini vivi ed in armi.


    Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
    e ai nostri Gruppi.
    Così sia.

Mercoledì, 05 Novembre 2014 00:00

Preghiera dell'Alpino

Su le nude rocce, sui perenni ghiacciai,
su ogni balza delle Alpi ove la Provvidenza
ci ha posto a baluardo fedele delle nostre
contrade, noi, purificati dal dovere
pericolosamente compiuto,
eleviamo l'animo a Te, o Signore, che proteggi
le nostre mamme, le nostre spose,
i nostri figli e fratelli lontani, e
ci aiuti ad essere degni delle glorie
dei nostri avi.


Dio onnipotente, che governi tutti gli elementi,
salva noi, armati come siamo di fede e di amore.
Salvaci dal gelo implacabile, dai vortici della
tormenta, dall'impeto della valanga,
fa che il nostro piede posi sicuro
sulle creste vertiginose, su le diritte pareti,
oltre i crepacci insidiosi,
rendi forti le nostre armi contro chiunque
minacci la nostra Patria, la nostra Bandiera,
la nostra millenaria civiltà cristiana.


E Tu, Madre di Dio, candida più della neve,
Tu che hai conosciuto e raccolto
ogni sofferenza e ogni sacrificio
di tutti gli Alpini caduti,
tu che conosci e raccogli ogni anelito
e ogni speranza
di tutti gli Alpini vivi ed in armi.


Tu benedici e sorridi ai nostri Battaglioni
e ai nostri Gruppi.
Così sia.

Mercoledì, 05 Novembre 2014 00:00

Canti Alpini

CANTI ALPINI
     
La Penna Nera      
Addio Padre E Madre Addio    
Fuoco E Mitragliatrici     
Gorizia Tu Sia Maledetta     
Bombardano Cortina     
Dove sei stato mio bell' alpino     
E Cadorna manda a dire     
Era una notte che pioveva     
Il Piave     
Il testamento del capitano     
La canzone del grappa     
La si taglia i biondi capelli     
La Tradotta Che Parte Da Novara     
La Tradotta     
Monte Canino     
Monte Cauriol     
Monte Nero     
Monte Pasubio     
Stelutis Alpinis     
Sui Monti Scarpazi     
Sul Ponte di Bassano     
Ta pum!     
Valsugana     
Era una notte che pioveva     
Signora delle cime    
     
     

 

Martedì, 28 Ottobre 2014 22:12

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